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Quello del caffè negli USA è un mercato maturo che cresce a ritmi lenti, ma sostanzialmente stabile in quanto a volumi: ce lo fotografa GenUSA. Ciò non significa che i consumi siano costanti, anzi. Il 2017 National Coffee Drinking Trends report della National Coffee Association presenta una situazione in grande evoluzione, spinta dalle esigenze di una nuova generazione e dalla disponibilità di varie innovazioni. Al centro di tutto c'è il cosiddetto “caffè gourmet”, che vede un aumento dei consumi in tutte le fasce di età, ma aumenta anche il consumo di bevande diverse dall'espresso e in particolare cold brew coffee, da cui si origina il nitro coffee. Aumenta l'uso di macchine da tazza singola.

Ormai il 62% degli americani dichiara di aver bevuto un caffè il giorno prima, una percentuale aumentata di cinque punti rispetto all'anno scorso. E la metà (59%) di questi ha bevuto un caffè gourmet (contro il 46% del 2012), inteso come ogni tipo di caffè non solubile, dalle capsule alle miscele del piccolo torrefattore locale.

Quanto ai caffè diversi dall'espresso bevuti dai consumatori abituali troviamo le miscele fredde (14%), cold brew (11%) e il caffè nitro (3%). La crescita del segmento gourmet infatti è spinta dall'innovazione nel campo con nuovi prodotti che si basano sugli specialty coffee.

Tra i partner di alto profilo della quarantesima edizione di HostMilano c'è New York City Hospitality Alliance, associazione fondata nel 2012 che riunisce ristoratori e proprietari di bar, lounge e alberghi di quella che è probabilmente la capitale dell'ospitalità mondiale, che da il “la” ai nuovi format e impronta l'industria del futuro. A New York ci sono oltre 24mila locali tra bar e ristoranti che impiegano 250mila persone. L'offerta spazia tra tutti i tipi di cucine del mondo in una gran varietà di formati. L'industria aiuta ad attirare oltre 50 milioni di turisti all'anno.

Andrew Rigie, direttore esecutivo di NYC Hospitality Aliance, fa il punto sulla scelta dell'alleanza di puntare su HostMilano.

“New York è una metropoli internazionale e i suoi ristoranti subiscono l'influenza europea e italiana. Tradizionalmente HostMilano espone dei prodotti fantastici e molto richiesti dai ristoranti newyorchesi, per questo non vediamo l'ora di consolidare le relazioni tra l'industria dell'ospitalità newyorchese e i nostri amici nel mercato internazionale e di costruirne di nuove.

Un settore che cresce nonostante gli allarmi di molto nutrizionisti: questa la fotografia del “bakery” a stelle e strisce, che emerge dai dati raccolti da GenUSA. Il settore dell’Arte bianca negli USA fattura quasi 50 miliardi di USD ogni anno, secondo dati Nielsen, e la crescita è spinta da categorie quali biscotti, snack dolci, cracker e pane.

I prodotti da forno piacciono e nonostante le diete iperproteiche che sembrano far parte del DNA della nazione, in pochi vi rinunciano. Al massimo entrano nuovi prodotti o entrano rivisitazioni e incroci, dal cronut al duffin al muffle. Ma vanno bene anche i prodotti “classici”: nel 2016 secondo Mintel i consumi degli americani maggiorenni nel settore si sono così divisi: biscotti brownies, torte 28%, cioccolato 31%, pane, muffin e bagel 22% (+1% sul 2015), farine e preparati per torte 18% (+2%), caramelle 17% (+4%). Rispetto alla generazione precedente, i Millennials acquistano più gelato e dessert freddi, caramelle (nonostante la consapevolezza dell’alto contenuto in zuccheri) e cioccolatini, prodotti da forno e torte.

Tra le associazioni nordamericane con le quali HostMilano ha firmato una partnership per incrementare le opportunità di business c'è l'americana FEDA, Foodservice Equipment Distributors Association. Una realtà che riunisce 255 distributori che generano il 75% del volume d’affari dell'industria della vendita di macchinari e forniture per l’Ho.Re.Ca. a stelle e strisce.

Il presidente Joe Schmitt ci chiarisce il significato di questo accordo. "Abbiamo deciso di allearci con Host per aumentare la conoscenza e il contatto dei nostri membri con il mercato internazionale. L'opportunità di partecipare a un evento di alto profilo globale rappresenta un vantaggio significativo. A Host avranno la possibilità di vedere la nostra industria e le tendenze prima che arrivino sul mercato americano, e di lavorare in maniera proattiva per condividere questa conoscenza con i nostri clienti negli USA".

A Host Feda porterà importanti distributori dell'industria dell'ospitalità che hanno una grande capacità di penetrazione in tutti i settori della ristorazione americana e internazionale. Cosa cercheranno? “Prodotti che fanno la differenza nel business e nelle vite dei nostri clienti” dice Schmitt. Soprattutto per quanto riguarda le aree più innovative di sviluppo, dalla riduzione dei costi al miglioramento della customer experience.

Dal vostro punto di osservazione, come vedete la ristorazione americana tra cinque anni? “Concept più creativi e innovativi spinti soprattutto dai Millennials. Prodotti locali, sostenibili, freschi consegnati in un modo veloce e coerente con questi valori: secondo noi rimarranno questi temi che già guidano il mercato oggi”.

La tecnologia come mezzo per ottimizzare i costi e risparmiare mano d'opera, in modo da massimizzare i margini, notoriamente risicati. Sembra andare in questa direzione l'evoluzione della ristorazione a stelle e strisce secondo un'analisi di GenUSA. Una questione non da poco, visto che, secondo l'Energy Information Administration, i ristoranti sono i locali commerciali che negli USA consumano più energia, nonché il 15% dell'acqua di tutte le operazioni commerciali. Non solo: secondo il Pacific Gas and Electric’s Food Service Technology Center, l'80 % dei 10 miliardi di USD spesi in energia dalla ristorazione commerciale è dovuto a macchinari inefficienti.

Un problema che è possibile superare grazie all'uso di soluzioni che danno la possibilità di monitorare i costi, alla formazione del personale alle buone pratiche ma anche macchinari sempre più “attenti” agli sprechi, come sistemi di ventilazione che grazie a cellule fotoelettriche decidono quando è il caso di entrare in azione, tecnologie “Cook-and-hold” che inseriscono la modalità stand-by appena il cibo è pronto, e forni a convenzione che regolano automaticamente tempi e temperatura per risparmiare energia.

Prosegue la strategia di internazionalizzazione di HostMilano, che mette a segno nuovi accordi con primarie associazioni di settore nordamericane che vanno a completare la gamma dei settori coperti dall’International Hospitality Exhibition. L’obiettivo è quello di portare sempre più visitatori professionali profilati e particolarmente interessati alla qualità e all’innovazione alla 40a edizione, che si terrà dal 20 al 24 ottobre 2017 a fieramilano. Le nuove partnership riguardano l’americana ASID, American Society of Interior Designers

Anche per la 40° edizione HostMilano collaborerà con World Coffee Events, che porterà all’International Hospitality Exhibition eventi ad alto tasso di spettacolo, formazione e business. Abbiamo chiesto un’anticipazione ad Alex Bernson, Marketing & Communication Manager di Wce.
“World Coffee Events organizzerà un evento eccitante a Host2017 in cui ci sarà l’opportunità di provare una gamma di bevande al caffè e cocktail al caffè preparate dai concorrenti provenienti da tutto il mondo, in un’esperienza in cui ci sarà spazio per apprendere, rilassarsi e conoscersi. Con rappresentanti da più di 60 Paesi che ora partecipano ai World Coffee Championships, il nostro programma a Host2017 rifletterà una vasta gamma di abilità e stili di preparare il caffè da tutto il mondo. Si potrà apprezzare l’eccellenza del caffè sia filtrato sia espresso, ma anche fantastiche combinazioni di caffè e alcol preparate dai concorrenti dei World Coffee In Good Spirits Championship.

Gli USA hanno definitivamente adottato il “gelato”, scritto così, all'italiana e opposto alla versione soft, per indicare il gelato artigianale. In dieci anni è passato da nicchia per foodie a una quota del 5% su un mercato, quello delle vendite di gelato, ricco e che secondo Mintel vale 14,3 miliardi di USD. Euromonitor e Mintel prevedono che crescerà ancora quest'anno del 32,2%.
Ciò che piace agli americani è l'aspetto goloso del gelato artigianale, unito al fatto che, rispetto al soft, ha meno calorie e grassi (è a base di latte anziché di panna), ed è dunque più ”sano”. Ma ha anche un gusto più intenso perché non ha aria incorporata ed è servito a una temperatura più alta.

Proseguono gli accordi tra HostMilano e primarie associazioni di settore con un obiettivo concreto: portare un numero maggiore di visitatori professionali profilati e particolarmente interessati alla qualità e all’innovazione alla prossima International Hospitality Exhibition.
Per assicurare una 40° edizione ad alto tasso di business. HostMilano ha firmato partnership con le americane Newh - The Hospitality Industry Network e Feda - Foodservice Equipment Distributors Association, e con le canadesi Ocsa -Ontario Convenience Stores Association e WCSA - Western Canada’s Convenience Store Industry.

Cambiano i gusti e le esigenze dei consumatori e la ristorazione cambia pelle e si adatta al nuovo consumatore, quel Millennial che ama mangiare fuori, a tutte le ore e ovunque, detesta aspettare, predilige lo stile casual e riserva più di un pensiero alla sostenibilità e all’origine degli alimenti.
Gen USA evidenzia cinque trend che oggi stanno trasformando i ristoranti americani: Il primo è la cucina a vista, che si avvicina ai clienti; le tecnologie, che consentono a clienti e ristoratori di dialogare anche molto prima di mettere piede nel locale (ad esempio tramite smartphone); il servizio, con il no-tipping movement, la tendenza sempre più diffusa a non richiedere la mancia, ma applicare, "alla europea", una quota per il servizio; alta cucina, buona, creativa, sostenibile, sana e naturale ma anche accessibile; Sostenibilità e responsabilità sociale infine con un focus verso il riciclo, il compost, la donazione di alimenti inutilizzati e il risparmio energetico.

Host ha attivato una serie di partnership, alleanze, progetti che portano valore a tutti i soggetti coinvolti con un obiettivo condiviso: rendere la fiera leader nel settore Ho.Re.Ca, foodservice, retail, GDO e hotellerie sempre più ricca di opportunità di business, contenuti e formazione.
Il Commercial Service dello US Department of Commerce ha rinnovato anche per l’edizione 2017 la certificazione che autorizza la presenza ufficiale del Paese. Un riconoscimento concesso solo a un numero ristretto di manifestazioni internazionali che dimostrino di saper “offrire con successo opportunità di esplorare nuovi mercati” agli operatori statunitensi.

Il Commercial Service dello US Department of Commerce ha rinnovato anche per l’edizione 2017 di Host la certificazione che autorizza la presenza ufficiale del Paese. Un riconoscimento concesso solo a un numero ristretto di manifestazioni internazionali che dimostrino di saper “offrire con successo opportunità di esplorare nuovi mercati” agli operatori statunitensi.

Il mercato nordamericano, secondo i dati ICE, vede una crescita delle esportazioni dall'Italia verso gli USA a due cifre ogni anno dal 2010 con un +22% nel periodo gennaio-ottobre 2015 sullo stesso periodo dell'anno precedente.

Nei primi sei mesi del 2015 le esportazioni della meccanica italiana verso l'America del Nord sono cresciute del 14,1% sul 2014, rendendola l'area del mondo a più forte attrattività al momento (dati ANIMA).

Sostenuto dalle esigenze crescenti verso il naturale e il salutismo, cresce il frozen yogurt (di oltre il 20% ogni anno negli ultimi anni) che erode quote al gelato tradizionale e viene proposto sempre più spesso, in alternativa, nelle gelaterie. Una tendenza che secondo IBISWorld continuerà crescere fino al 2019.

Salutismo significa anche intolleranza, e quella al lattosio è tra le più diffuse: largo dunque ai prodotti realizzati con alternative al latte, che sono cresciuti negli USA del 35%. Yogurt al latte di soia, di cocco e di mandorle sono oggi disponibili sul mercato.

L'home delivery tramite App sta cambiando il settore della ristorazione negli States, sia lato cliente sia lato cucina. Un business miliardario che vede l'entrata di nuovi attori. Altri trend sono la salute e l'addio (forse) della mancia obbligatoria.

Più posti all’esterno, tetti piantumati, orti e sistemi per il riutilizzo di acque e rifiuti, ma anche materiali riciclati e sostenibili e vernici “free-from”: il grande trend del naturale sta realmente cambiando, nell’aspetto ma anche nella sostanza, la ristorazione americana, come rileva GenUSA.

L’identikit del consumatore americano di caffè ci viene da un sondaggio Mintel che identifica uno “zoccolo duro” pari al 64%, di over 45, che acquista caffè macinato, in chicchi, solubile e solubile aromatizzato e "beve il caffè come un rituale mattutino". Ma avanzano le nuove generazioni, specie i 18-24enni che bevono caffè per svegliarsi e ottenere un surplus di energia per tutta la giornata.

Dunque, se i consumatori più anziani tendono a preferire di caffè macinato di marca, i Millennials “pescano” trasversalmente  tra tutti i marchi e segmenti. Man mano che i consumatori diventano bevitori di caffè esperti, tendono a cercare tostature più forti e sapori audaci.

Il mercato della panificazione negli USA è cresciuto del 23% dal 2008 al 2013, e si prevede che continuerà a crescere ad una media del 5,2% annuo dal 2013 al 2018.

È sempre più forte la consapevolezza dei consumatori statunitensi verso l'ecosostenibilità delle produzioni, tanto da influenzare fortemente la scelta d'acquisto.

Lo rivela un'indagine dell'NMI, Natural Marketing Institute, che indica come il 59 per cento degli americani preferisce acquistare prodotti che sono fabbricati seguendo pratiche sostenibili: nel 2009 erano il 51 per cento. Inoltre, il 32 per cento del campione intervistato ritiene che i prodotti ecosostenibili siano anche di qualità superiore (era il 26 per cento nel 2009).

«Nella nostra prima volta a Host ci aspettavamo di incontrare visitatori soprattutto dall'Europa, mentre siamo stati sorpresi nello scoprire quanto Host sia molto più ricca. Hanno visitato il nostro stand da posti come il Brasile e siamo stati in grado di raggiungere un'audience molto più ampia di quanto ci eravamo aspettati» - Doug Jentszch, director of global marketing dell'americana Blendtec.

«Siamo entrati e ci sono brillati gli occhi, non potevamo credere alla grandezza della fiera e al numero di espositori. E non si tratta solo di dimensioni, ma di qualità delle aziende. Abbiamo trovato innovazione ovunque, nei materiali e nei processi. Troviamo ciò che serve a tutti i nostri clienti e qui a Milano vediamo prodotti che non troveremmo in altre fiere» - Brad Pierce, buyer dalla Florida.

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14/17 Aprile 2016 - Atlanta, Georgia
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4/6 Maggio 2016 - Las Vegas, Nevada
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26/28 Giugno 2016 - New York, USA
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8/11 Ottobre 2016 - Las Vegas, Nevada
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6 Aprile 2017 – Sant’Antonio, Texas
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20/23 Maggio 2017 - Chicago, USA
 

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