Uno sguardo sulla ristorazione del futuro

A cura di Fcsi, Foodservice Consultants Society International

 
I Consulenti della Qualità FCSI a HOST 2017
“Noi Condividiamo, Noi Supportano, Noi Inspirano”

 
La filiera alimentare con il suo network di Operatori, Partner, Clienti e Istituzioni, è il campo di azione di FCSI (Foodservice Consultants Society International), l’unica Associazione mondiale senza scopo di lucro che si occupa di consulenza nella ristorazione e ospitalità con 1400 Professionisti indipendenti che operano in 46 paesi e 3 aree geografiche (Europa-Africa-Medio Oriente, Nord America-Canada, Asia-Pacifico).
La Divisione FCSI EAME (Europa-Africa-Medio Oriente) nasce nel 1971 e conta attualmente 400 membri, mentre FCSI ITALIA nasce nel 2004 e conta attualmente 18 membri.
“FCSI sarà presente alla 40° edizione di HOST 2017 - dichiara Massimo Artorige Giubilesi, Tecnologo Alimentare Presidente di FCSI Italia e Presidente dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari Lombardia e Liguria- La Divisione FCSI EAME partecipa con uno stand aperto al dialogo e al confronto con Operatori, Partner, Clienti, Università, Istituzioni. Accoglienza, ospitalità, innovazione, sicurezza e attenzione alle esigenze alimentari rappresentano per noi la sfida del terzo millennio, soprattutto nell’era globale dei consumi.
I Consulenti FCSImettono a disposizione esperienze e competenze al servizio dell’interesse Pubblico e Privato nelle discipline tecnico-scientifiche, progettuali, normative, gestionali ed economiche per la crescita delle persone e per lo sviluppo della filiera alimentare (produzione, distribuzione, ristorazione) e dell’industria dell’ospitalità e del benessere.
I consumi alimentari generano in Europa un valore di 1.500 miliardi di euro a cui l’industria contribuisce con 950 miliardi di euro e la ristorazione con 550 miliardi di euro; l’Italia è il terzo mercato della ristorazione in Europa dopo Regno Unito e Spagna con un valore di oltre 76 miliardi di euro generato da 9 milioni di persone che ogni giorno consumano pasti fuori casa, di cui 5 milioni di utenti nella Ristorazione Collettiva e 4 milioni di clienti nell’HORECA.
In questo contesto di grande rilevanza, FCSI Italia promuove un approccio professionale di “Consulenti della Qualità”, capaci di realizzare un’opera compiuta e articolata, tanto più se parliamo di un “Sistema Food & Hospitality” in cui le interazioni tra ruoli e specificità, complessità di norme e leggi, attenzione alla sicurezza alimentare, rapide evoluzioni tecnologiche e di mercato, necessitano un approccio trasversale.
Il segreto del nostro metodo - continua Giubilesi - è la “progettazione partecipata”,in cui prima si analizzano i bisogni e si definisce il budget di riferimento, poi si progetta il contenuto (prodotti, processi, lay out, tempi, metodi, costi) e da ultimo il contenitore (struttura, impianti, infrastrutture, concept, estetica).
Siamo orgogliosi di partecipare di nuovo a HOST 2017 in partnership con FIERA MILANO per condividere questi valori con tutti.
Il ricco programma di eventi e seminari vedrà come relatori specialisti ed esperti, professori universitari e affermati professionisti del settore, che approfondiranno alcune tra le più importanti novità in arrivo, rivolgendo uno sguardo attento al futuro ed alle prospettive di crescita e successo del mercato.
In più, abbiamo previsto una serie di incontri giornalieri che si svolgeranno con il format “Faccia a Faccia con gli Esperti”, in un’atmosfera amichevole e informale di stile italiano, per dare la possibilità a tutti di conoscerci e scambiare idee e progetti.
 
Vi aspettiamo al Padiglione 2 Stand A12-B07
Per iscrizioni e prenotazioni ai seminari: https://www.fcsi-italia.org/host-2017-iscrizione-seminari-fcsi/  

 

 

Anche nella quarantesima edizione a HostMilano sarà presente Fcsi, Foodservice Consultants Society International, l'associazione internazionale che riunisce i consulenti per la progettazione, gestione e organizzazione dei servizi nel settore alberghiero e della ristorazione professionale, “una cooperazione quella con Host eccellente e di lungo corso” come ha detto Martin Rahmann, presidente di FCSI – EAME. Che ci fornisce uno sguardo sulla ristorazione dl futuro. Come sarà? “Oggi il focus è sui prodotti regionali e la gestione di merci sostenibili. I piatti sono regionali, stagionali e di alta qualità e c'è una incredibile diffusione di pesce pregiato, sushi e pizza in tutte le sue forme. Cresce il vegano e il vegetariano, mentre le intolleranze e le diete religiose assumeranno un'importanza crescente. I marchi e le imprese devono fare in modo di avvicinarsi alle persone e i mercati con lo street food contribuiranno a ciò, ma dovranno avvalersi di produttori regionali e trasmettere autenticità. La presentazione dei piatti guadagna importanza e piacciono gli impiattamenti con forme naturali ricavate da frutta o verdura”.
 
E tra cinque anni, come vedete il ristorante? “Una tendenza sono i ristoranti che propongono le grigliate fai da te. Ma ci sono ottime opportunità di crescita anche nella consegna a domicilio, nel take away e negli snack da portare via. Quanto ai concept dei ristoranti guarderanno all'autenticità, all'individualismo e al minimalismo. Anche l'ideazione è importante al di là della forma. I concept individuali si trasformeranno in sistemi che avranno un significato locale, nazionale e globale. Il ristorante gestito da un singolo assumerà più importanza e manterrà la sua quota di mercato, allo stesso tempo i locali senza idee e con una qualità bassa scompariranno dal mercato”.
Le differenze regionali sono ancora importanti o tenderanno a scomparire? “Nel 2030 il cibo sarà visto come una esperienza comunitaria. Date le richieste sempre più pressanti che hanno le persone nella loro vita lavorativa giornaliera, la comunicazione durante i pasti sarà sempre più importante. Le persone in molti Paesi sono sempre più sole, dal punto di vista mentale e fisico. Quindi in futuro la ristorazione diventerà un ambito per lo scambio, la comunità e la comunicazione. Questo è una tendenza mondiale che avanzerà in tutti i Paesi del mondo, anche se in forme diverse”.

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