EXIHS

Ideato da Davide Rampello e sviluppato dallo Studio Dante O. Benini Partners & Architets

 
Per la prima volta una manifestazione business di settore ospita uno spazio interamente dedicato a sviluppare il concetto di ospitalità come espressione artistica. Ideato da Davide Rampello e sviluppato da Dante O. Benini, il nuovo spazio EXIHS gioca con materiali e spazi per far riflettere sull’ospitalità come metafora di tutte le relazioni umane.
 
Grazie a HostMilano, infatti, le celebri firme Rampello e Benini danno vita a un progetto che fa dell’ospitalità l’archetipo del complesso rapporto che nel corso della sua storia l’uomo ha costruito con lo spazio circostante nello sviluppo delle relazioni con i propri simili.E poi ancora acqua, aria, colori e materie prime della terra in un caleidoscopio di elementi tutto giocato sulla capacità di suscitare emozioni e stimolare riflessioni, che quest’anno per la prima volta diventa itinerante e sarà ospitato nella biennale d’arte di Pechino del 2018.
 
Pensato dal regista e scenografo teatrale Davide Rampello, che ha dato vita al racconto dell'installazione tradotta poi in progetto concreto dall’architetto Dante O. Benini, lo spazio espositivo di EXIHS gioca sulla doppia valenza del concetto di ospitalità – dove l’ospite è chi è ospitato, ma anche chi ospita – facendo dialogare le personalità artistiche dei due autori insieme a Pierluigi Cerri, architetto e ideatore del logo.
 
Ecco allora che, nel nuovo EXIHS, il calpestio richiama la terra, diverse gradazioni del verde che digradano verso un centro ideale dominato da una vasca a sfioro. Specularmente, in alto, un soffitto giocato su una successione di azzurri che rappresentano un’ascesa verso il cielo. A unire idealmente le due parti, da una cannula di rame sospesa cadrà a intervalli regolari una goccia d’acqua, a testimonianza del valore simbolico dell’elemento-vita, ma anche della ciclicità del tempo.
 
Ai lati, quattro pareti nei toni del grigio, nei tre materiali (più uno) con cui l’uomo ha gradualmente costruito la propria avventura nel mondo: il legno, elemento vivo e materia prima con cui l’uomo ha fabbricato la prima casa; poi la pietra, con cui l’umanità lascia i segni più duraturi; il metallo, che non è primario perché richiede di essere estratto e con cui l'uomo ha dato vita tanto agli strumenti del lavoro, quanto alle armi per combattere le guerre, e infine alle anime delle grandi strutture moderne. E per rappresentare fino in fondo l’evoluzione umana, la quarta parete è pensata per qualcosa che in origine non esisteva: gli scarti. Una parete di forte impatto, composta interamente da rifiuti riciclati, un concetto che l’uomo moderno ha dovuto riscoprire dal mondo contadino dove tutto si riutilizza.
 
A completare il concept, l’area dedicata al living e alla sosta dove il concetto di ospitalità intesa come spazio lascia il posto alla funzione, legata alla convivialità. Qui l’elemento più forte e caratterizzante sarà la grande parete di fondo che vede protagonista il cibo, divenuto esso stesso un’installazione, e chiamata a ospitare nei suoi in settori una selezione di prodotti dell’agricoltura e della cucina italiana (uova, frutta, verdura), disposti secondo una scala cromatica dal sicuro impatto visivo.

LA MONOGRAFIA

CARTOLINA